Se non sei cittadino UE e vuoi trasferirti in Italia per un periodo medio-lungo senza un contratto di lavoro italiano, questi sono i tre visti che vale la pena conoscere. La differenza principale tra loro non è quanto guadagni, ma da dove arriva quel reddito e cosa puoi fare una volta in Italia.
Pensato per chi lavora — come dipendente o freelance — per datori di lavoro o clienti che si trovano fuori dall'Italia. È l'unico dei tre che ti permette di continuare a lavorare attivamente una volta arrivato.
- Reddito minimo annuo richiesto (soglia legata al triplo del livello minimo di esenzione sanitaria)
- Assicurazione sanitaria valida in Italia
- Prova di attività lavorativa da remoto già in corso da tempo
Pensata per chi può mantenersi con redditi passivi — pensione, rendite immobiliari, investimenti — senza lavorare in Italia. È l'opposto del Digital Nomad su questo punto: qui non è permesso lavorare, nemmeno da remoto.
- Reddito passivo stabile e dimostrabile, di importo più alto rispetto al Digital Nomad
- Disponibilità di un alloggio in Italia già al momento della domanda
- Nessuna attività lavorativa consentita, nemmeno online
Il percorso per chi è disposto a investire una somma significativa in Italia — in un'azienda innovativa, in un'impresa già esistente, in filantropia o in titoli di stato. È generalmente il più rapido nell'ottenere una risposta, ma richiede il capitale più alto tra i tre.
- Investimento minimo variabile in base alla categoria scelta (startup innovativa, società, donazione filantropica, titoli di Stato)
- Il capitale va investito e mantenuto, non solo dimostrato in sede di domanda
- Procedura di nulla osta dedicata, prima della richiesta di visto vero e proprio
Come capire quale fa per te
Il punto di partenza più semplice è chiederti da dove viene il tuo reddito oggi e se hai intenzione di continuare a lavorare una volta trasferito. Se lavori da remoto per un'azienda o clienti esteri, il Digital Nomad è la strada naturale. Se vivi di pensione o rendite e non hai bisogno di lavorare, la Residenza Elettiva è pensata proprio per questo. Se invece hai capitale da investire e vuoi un percorso più diretto, l'Investor Visa evita molti dei vincoli reddituali degli altri due — al prezzo di un impegno economico maggiore.
Un errore comune
Molte persone scelgono il visto in base a quale pensano sia "più facile", senza considerare cosa succede dopo. Il Digital Nomad, ad esempio, non è adatto a chi in realtà vuole aprire un'attività in Italia — per quello servono altri percorsi. Allo stesso modo, la Residenza Elettiva non è pensata per chi conta di integrare il reddito con lavoretti saltuari una volta arrivato: farlo comporta il rischio di violare le condizioni del visto stesso.